Maurizia Paradiso, storia dell’ex pornodiva italiana

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Maurizia Paradiso, storia dell’ex pornodiva italiana oggi su Le Pornodive

Il porno italiano si difende bene. Da sempre. Tra passato, presente e futuro i grandi nomi che hanno scritto la storia non mancano. Tralasciando il totem Rocco, che travalica i confini generazionali, un’altra figura di riferimento da questo punto di vista si chiama Maurizia Paradiso.

Una vera e propria veterana del mestiere, nonostante abbia girato pochissimi film dal punto di vista quantitativo. Ma sul piano della qualità nulla da eccepire e i consensi dei fan sono sotto gli occhi di tutti.

Vediamo la storia di Maurizia Paradiso nelle righe che seguono, nel nuovo post dedicato alle biografie delle pornodive italiane, a cura di Le Pornodive. Bentornati sul nostro portale!

Gli inizi di Maurizia Paradiso

Maurizia Paradiso (nato come Maurizio) è un’ex attrice porno nativa di Milano il 25 giugno 1955. La mamma era una donna che faceva il mestiere più antico del mondo nel momento in cui l’ha concepita all’età di 18 anni. Uno dei motivi per il quale Maurizia ha trascorso un’infanzia e un’adolescenza piuttosto travagliati sul piano personale. E la sua crescita ne ha risentito sotto questo profilo. Alla lunga, però, ne ha fortificato il carattere. 

Il contesto familiare alquanto disagiato favorisce il trasferimento altalenante in vari istituti collegiali. Tra violenze e sofferenze di ogni tipo. Ad un certo punto decide di stravolgere completamente la sua vita ed entrare nel magico mondo dell’intrattenimento.

Maurizia Paradiso comincia la sua carriera nel porno

Inizia ad esibirsi nella veste di “Laura Kelly” in vari locali milanesi di stampo hot. Il primo step di una carriera e di una vita tutta da scrivere. In quest’ottica rientra la fase di cambiamento sesso che caratterizza un determinato lasso di tempo. Si sottopone a cura ormonale e intervento chirurgico di aumento seno per manifestare una nuova identità.

Cambia nome e sesso esattamente nell’ottobre 1978. È quello il periodo di transizione definitiva a livello umano dalla vecchia Maurizia Paradiso alla nuova Maurizia Paradiso.

Gli anni ’80 rappresentano gli anni della consacrazione al grande pubblico. Il film Romance del 1986 le permette di recitare al fianco di attori del calibro di Walter Chiari e Luca Barbareschi.

Maurizia Paradiso si fa conoscere dal grande pubblico

Ma il salto di qualità deve ancora giungere. Sono le televendite erotiche targate Rete A ad alimentare il fuoco della passione e della trasgressione in Maurizia. Nel 1991 partecipa in prima linea alla trasmissione televisiva di Umberto Smaila “Colpo grosso”, uno dei format erotici più riusciti dell’epoca in tema di intrattenimento.

Arriva persino a condurre un Festival di Sanremo nell’edizione del 1994, a testimonianza di una popolarità che a quei tempi precedeva la sua persona. Il 1993 è l’anno in cui avviene il suo esordio a luci rosse. Primo film porno girato e ben riuscito “Il segreto di Maurizia”. Autentica garanzia la direzione di Riccardo Schicchi. 

Maurizia Paradiso, in buona sostanza, alterna le apparizioni televisive in emittenti locali a partecipazioni di stampo pornografico. Prende parte da protagonista al MiSex, la manifestazione fieristica più prestigiosa dedicata al mondo del porno. Un riconoscimento non di poco conto.

La catena di Sex Shop italiana, la Magic America, ha usufruito per anni delle sue prestazioni in quanto ragazza immagine e testimonial pubblicitaria d’eccezione. Verso la fine degli anni ’90, ma anche prima, la fama di Maurizia Paradiso comincia a calare sempre di più, dopo un’escalation che sembrava inarrestabile. Non è stato affatto così. E, quindi, a cavallo tra il vecchio e il nuovo millennio comincia la parabola discendente.

La parabola discendente di Maurizia Paradiso

Tanto è vero che gli anni 2000 non la vedono protagonista in pianta stabile allo stesso modo del decennio precedente. L’ultimo lavoro cinematografico in cui appare in prima linea si chiama I segreti di Moana, neanche a dirlo ad opera di Riccardo Schicchi, il suo grande mentore. Ma ce ne sono stati anche altri quali Frank Simon e Andrea Lucci con i quali ha avallato una certa filmografia pornografica.

Si afferma come noto volto televisivo in programmi per lo più trash e di intrattenimento. Ritorna ad esibirsi nei live show di locali milanesi come faceva agli inizi della sua carriera nel mondo del porno. Scopre poi di essere malata di leucemia nel febbraio 2015, ma probabilmente la malattia era in stato avanzato già diversi anni prima, come da lei stesso immaginato.

Fortunatamente guarisce e si ripresenta in grande stile con una nuova versione di una trasmissione tv storica, Vizi privati. Andava in onda su Retebrescia. Calcio in topless”, a cavallo tra il 2013 e il 2015, si rivela una delle trasmissioni più riuscite per appeal e seduzione, tanto è vero che fu rinnovato per diverse edizioni proprio per questo motivo. 

Al suo attivo una discografia che richiama molto al tema della transessualità, di cui appare come un esponente di spicco. Singoli dal titolo “Dai dai dai”, “Mi piace grosso” e “Tira” non lasciano particolare spazio all’immaginazione sotto questo profilo.

Filmografia Maurizia Paradiso

Concludiamo il nostro post dedicato a Maurizia Paradiso con la filmografia della nota attrice: alla prossima con gli approfondimenti a cura di Le Pornodive!

  1. Il segreto di Maurizia, regia di Frank Simon (1992)
  2. Donna d’onore – Femmina in calore, regia di Frank Simon (1993)
  3. Gran Bordello, regia di Frank Simon (1994)
  4. Indovina chi viene a cena?, regia di Marzio Tangeri (1997)
  5. Maurizia Connection (1997)
  6. Maurizia in paradiso, regia di Andrea Lucci. Con Andrea Nobili e Donna Del Ricco (2000)
  7. Maurizia Superstar, regia di Andrea Lucci (2000)
  8. Fantastica Maurizia, regia di Andrea Lucci (2000)
  9. Ansia, regia di Marcus Dolby (2000)
  10. Stranaminchia (2001)
  11. Banana meccanica, regia di Marcus Dolby (2002)
  12. Televendite, regia di Marcus Dolby (2004)
  13. Le trans cavalcate di Maurizia, regia di Marco Ferri (2004)
  14. I segreti di Moana, regia di Riccardo Schicchi (2009)
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